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Per essere spiriti liberi, ci vuole una certa disciplina

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giovedì 27 marzo 2008

Prime impressioni






Stasera ho deciso di uscire a piedi

Stasera ho deciso di uscire a piedi per andare a cena, perchè mi sentivo rivoluzionario.
Camminando per le strade immense di Houston, fra i potenti SUV che rombano e gli alti palazzi sopra la testa, ci si sente piccoli piccoli ed un pò intimoriti. C'è una strana sensazione di disagio che ci accompagna ed anche se si tarda un pò, alla fine si capisce perchè: nello spazio di quattro, cinque isolati è assai improbabile imbattersi in altri pedoni. Solo auto.


La città come un grande spazio di passaggio, non da abitare. Uno spazio vuoto.

Un collega nei giorni scorsi aveva provato a spiegarmelo, ma non l'avevo preso troppo sul serio: qui nessuno va a piedi, al meno di non potersi permettere un'auto o essere armati "this is Texas man!" - mi diceva ...

lunedì 24 marzo 2008

Geografia


Domenica. Anche oggi ho proseguito il vagabondaggio per la città, costruendo poco a poco la mia personale geografia.


Ci sono cose che ho già imparato fare parte della cultura locale, delle piccole regole d'oro. Per esempio:

- Ogni isolato ha il suo Starbucks, anche se piccolo e triste c'è, basta cercarlo.

- Perferia è buono, centro città è cattivo. Perferia è buono, centro città è cattivo. Me lo devo ripetere bene per convincermi, ma per quanto sia duro da accettare qui è così. Agli americani piace vivere nelle periferie residenziali e così centro città è finito per diventare sinonimo di zona ad alta criminalità.

- Gli americani odiano far manovra, per cui nelle vicinanze ci sarà sempre uno spiazzo abbastanza grande per evitarle.

- Una strada grande, è grande sul serio.

domenica 23 marzo 2008

Emozioni

L'emozione di stare per uscire e sapere che la fuori ci sono una città ed un paese nuovi, tutti da scoprire, è un'emozione indescrivibile.

E' sabato pomeriggio, ho passato la lunga mattinata (il mio fisico non ha ancora cambiato orario e così continuo a svegliarmi presto anche nel fine settimana) riposandomi: ho letto, guardato la TV, fatto una lunga colazione. Poi ho acceso il computer ed ho iniziato la ricerca della casa, mettendo ordine fra le priorità: piscina (eh si..), vicinanza al lavoro, ammobiliata. Quando ad un certo punto era l'ora di uscire ho inizato ad emozionarmi: un pomeriggio libero, una città tutta da scoprire, sole primaverile, macchina con tettino apribile ed autoradio. Cos'altro serve ?

Oggi posso fare quello che mi piace di più: vagare senza meta ne tempo, facendomi distrarre dai dettagli che attirano la mia attenzione (e ce ne sono tanti). Svoltare dove mi va, fermarmi, tornare indietro quando voglio. Libertà.

Quando inizio a sentirmi in imbarazzo, finisco per chiedermi "..e chi se ne frega?", "..cos'ho da perdere?". Torno a vivere un'esperienza così totalizzante, con una maturità completamente diversa.

venerdì 21 marzo 2008

I dettagli

La cosa più sorprendente di questi primi giorni sono i dettagli. Ci sono dettagli ovunque ed io ho il tempo e la curiosità per notarli tutti.

I gabinetti esibiscono fieramente la scritta "American standard 1 gpf ", che poi significa che usiamo un gallone (3,8 litri) di acqua ogni volta che tiriamo la catena: lo scriveranno per farci sentire in colpa ?L'hotel si basa solo su stoviglie di plastica, in bicchieri ed i piatti sono in materiale termoresistente, molto più spessi di quelli a cui siamo abituati noi. Stamani mi sono accorto che non viene fatta alcuna raccolta differenziata: ci sono solo due grossi bidoni uguali a ingurgitare tutto, uno grigio e blu, un altro grigio e rosso.
Come se fosse quantizzato, ogni alimento arriva in confezioni di misura standard. Se vuoi un pò di latte, puoi averne un cartone da mezza pinta, 236 ml. Se ci volevi solo macchiare il caffè, il resto lo butti. Facile, no?

Welcome, Daniele


Giorno primo, il giorno più lungo, è passato velocissimo. Sono le 20:30 locali (2:30 ora italiana) e prima di andare a letto una breve carrelata visiva..

Il benvenuto è stato dei migliori:

Poi aeroporto-hotel su quelle strade a 7 corsie che fanno tanto film americano.
Infine l'hotel, il classico Hampton Inn con la moquette anni 80 che ovunque-vai-è-sempre-uguale e ti fa sentire un pò a casa.

Alle 18:15 mi passa a prendere Kristin per andare a cena con altri GE people.

Ristorante: Gran Lux Caffè (imitazione posticcia dello stile ottocentesco viennese)
Menù: The max burger (cheeseburger con funghi e pancetta accompagnato da patate fritte e cipolla).

Domani party di compleanno di un certo Paul (altro collega che avevo già incontrato lo scorso anno ma non riesco a ricordare)
Non c'è che dire, cominciamo bene ..

sabato 15 marzo 2008

Giovedì è un buon giorno per partire..

Anche se sembrava non arrivare mai il momento, ieri ho finalmente rotto gli indugi ed ho comprato il biglietto ..

Giovedì 20 Marzo 2008, ore 15:25, sarò a Houston