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Per essere spiriti liberi, ci vuole una certa disciplina

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venerdì 21 gennaio 2011

Un centesimo di secondo sull'etica della fotografia

Spesso si pensa che anche solo raccontando la realtà che ci circonda - attraverso le immagini nel caso del fotografo - si contribuisca ad aumentare la consapevolezza generale e che questo costituisca di per sé un merito.

Spesso si pensa che anche solo avere la sensibilità di cogliere il problema sia molto.

Spesso si pensa troppo. E se invece si facesse sarebbe assai meglio.




http://www.100th.tv/

giovedì 20 gennaio 2011

The Yes Men

"On December 3, 2004, the twentieth anniversary of the Bhopal disaster, Andy Bichlbaum appeared on BBC World as "Jude Finisterra", a Dow Chemical spokesman. Dow is the owner of Union Carbide, the company responsible for the chemical disaster which killed thousands and left over 120,000 requiring lifelong care.

On their fake Dow Chemical website, the Yes Men said that Dow Chemical Company had no intention whatsoever of repairing the damage. The real company received considerable backlash, and both the real Dow and the phony Dow denied the statements, but Dow took no real action.

The Yes Men decided to pressure Dow further, so as "Finisterra," Bichlbaum went on the news to claim that Dow planned to liquidate Union Carbide and use the resulting $12 billion to pay for medical care, clean up the site, and fund research into the hazards of other Dow products. After two hours of wide coverage, Dow issued a press release denying the statement, ensuring even greater coverage of the phony news of a cleanup. By the time the original story was discredited, Dow's stock had declined in value by $2 billion.
"



http://theyesmen.org/

...and where are you?



"The Paris-based artists Léonore Bonaccini and Xavier Fourt form the artist-duo Bureau d´études. For the last several years, the French Group has been producing cartographies of contemporary political, social and economic systems. The visual analysis of transnational capitalism is based on extensive research and usually is presented in the form of large-sized murals."

http://bureaudetudes.org/

sabato 25 dicembre 2010

Benvenuti in casa ...

martedì 23 novembre 2010

Australia, in alto a destra.

Oggi ho visto il mio primo canguro e mi sono sentito veramente in Australia. Era morto sul bordo della strada, la stessa che ho sempre fatto da quando sono arrivato a Karratha, aeroporto-paese-impianto. L'avrà travolto un camion di passaggio.
Perth era stato una specie di antipasto - grandi spazi, sole, ritmo rilassato - ma l'Australia che mi aspettavo l'ho trovata qui nel profondo nord ovest: le case basse spalmate sulla terra strappata al deserto formano un paesino nel mezzo del nulla, nato per gli operai degli impianti della zona. In lontananza si vedono solo saline, colline brulle e la ferrovia infinita che trasporta il ferro dalla miniera al porto. Si vive un pò come alla fine del mondo, incastrati fra il paese ed il lavoro. Si respira un'aria di frontiera, si beve parecchio durante la settimana ed il venerdì chi può se ne va. C'è una sola strada e pensandoci bene forse è sufficiente.

domenica 14 novembre 2010

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

martedì 9 novembre 2010

Dopo gli ultimi c'è ancora posto

Oggi alla stazione c'erano quattro facce nuove, mamma, babbo e due bambini di più o meno cinque anni. Ci avevano anticipato che li avremmo trovati e ci avevano anche spiegato che da qualche giorno vivono al parco delle cascine, in una tenda da campeggio.
Durante la distribuzione del cibo il babbo s'è avvicinato per chiedere quattro panini; uno a testa, mi ha spiegato. Nella calca di gente che spingeva per avere la propria parte nessuno ha protestato davanti alla sua richiesta. La regola di solito è chiara, un solo panino a testa, ma stavolta nessuno ha protestato. C'era come un insolito rispetto per quella famiglia che vive alle cascine.

Avrei voluto dargli di più, dargli un pò di conforto ed una mano per risolvere la sua situazione. Invece tutto quello che gli ho dato è stato un busta con dei panini e dei dolci.

Avrei voluto chinarmi verso i bambini e dar loro un dolce, ma non sapevo se era il caso ed un pò mi sentivo a disagio a fare un gesto di gentilezza così normale in una situazione così assurda.

A Firenze piove da tre giorni e pioverà almeno per altri due.
In una tenda alle cascine.
Mamma, babbo e due bambini.

C'è qualcosa che non torna.

Dopo gli ultimi c'è ancora posto