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Per essere spiriti liberi, ci vuole una certa disciplina

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sabato 25 dicembre 2010

Benvenuti in casa ...

martedì 23 novembre 2010

Australia, in alto a destra.

Oggi ho visto il mio primo canguro e mi sono sentito veramente in Australia. Era morto sul bordo della strada, la stessa che ho sempre fatto da quando sono arrivato a Karratha, aeroporto-paese-impianto. L'avrà travolto un camion di passaggio.
Perth era stato una specie di antipasto - grandi spazi, sole, ritmo rilassato - ma l'Australia che mi aspettavo l'ho trovata qui nel profondo nord ovest: le case basse spalmate sulla terra strappata al deserto formano un paesino nel mezzo del nulla, nato per gli operai degli impianti della zona. In lontananza si vedono solo saline, colline brulle e la ferrovia infinita che trasporta il ferro dalla miniera al porto. Si vive un pò come alla fine del mondo, incastrati fra il paese ed il lavoro. Si respira un'aria di frontiera, si beve parecchio durante la settimana ed il venerdì chi può se ne va. C'è una sola strada e pensandoci bene forse è sufficiente.

domenica 14 novembre 2010

Valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

martedì 9 novembre 2010

Dopo gli ultimi c'è ancora posto

Oggi alla stazione c'erano quattro facce nuove, mamma, babbo e due bambini di più o meno cinque anni. Ci avevano anticipato che li avremmo trovati e ci avevano anche spiegato che da qualche giorno vivono al parco delle cascine, in una tenda da campeggio.
Durante la distribuzione del cibo il babbo s'è avvicinato per chiedere quattro panini; uno a testa, mi ha spiegato. Nella calca di gente che spingeva per avere la propria parte nessuno ha protestato davanti alla sua richiesta. La regola di solito è chiara, un solo panino a testa, ma stavolta nessuno ha protestato. C'era come un insolito rispetto per quella famiglia che vive alle cascine.

Avrei voluto dargli di più, dargli un pò di conforto ed una mano per risolvere la sua situazione. Invece tutto quello che gli ho dato è stato un busta con dei panini e dei dolci.

Avrei voluto chinarmi verso i bambini e dar loro un dolce, ma non sapevo se era il caso ed un pò mi sentivo a disagio a fare un gesto di gentilezza così normale in una situazione così assurda.

A Firenze piove da tre giorni e pioverà almeno per altri due.
In una tenda alle cascine.
Mamma, babbo e due bambini.

C'è qualcosa che non torna.

Dopo gli ultimi c'è ancora posto

domenica 7 novembre 2010

Cosa succede quando l'ingegnere si distrae...

Di tutte le possibili rotture di un motore, ce n'è una una sola che può fare veramente tanto male: la rottura di un disco turbina.
Un disco turbina è un costosissimo pezzo di acciaio di diverse centinaia di kg che ruota a circa diecimila giri al minuto. Esattamente come la lama del robot da cucina, solo più grande e più veloce.
Una certa somiglianza con una lama rotante dell'astronave di Goldrake: "I dischi rossi all'estremità delle ali del disco, quando lanciati si aprono esponendo delle punte, dei rostri rotanti in grado di tagliare qualsiasi materiale".

Ci vedete la somiglianza, no?


Ecco perchè non sarebbe piacevole essere adesso al posto di quell'ingegnere della Rolls Royce che deve spiegare perché quell'A380 bellino bellino s'è trasformato nell'astronave di Goldrake.

mercoledì 3 novembre 2010

Luna di miele

Sono in luna di miele con la nuova macchina fotografia.
Sono ancora nella fase in cui penso che sia lei la più bella di tutte.
Sono sicuro che lo sia, anzi.

giovedì 21 ottobre 2010

Ancora Israele e Palestina

Le foto del viaggio in Israele rimesse (quasi) per bene, qui.

mercoledì 13 ottobre 2010

Luciana

Conoscevo Luciana da qualche mese, forse un anno, comunque poco rispetto ad alcuni di quelli che stamani erano al suo funerale. La conoscevo da quando ci ospitava nella sua cucina, ogni martedì, per preparare i panini per i barboni della stazione. Ci riceveva ogni volta con allegria e vitalità rare in una persona della sua età, era un conforto prima di andare in strada. Ci aiutava a preparare e ci raccontava episodi di vita, di una che da tanti anni aveva scelto di aiutare gli altri. Poi quando uscendo la ringraziavamo dell'ospitalità si schermiva dicendoci "grazie a voi che venite a farmi compagnia, son sempre sola".

La ricordo così, generosa e schiva.

Ciao Luciana.

domenica 10 ottobre 2010

Un paese per gente fortunata

"Ogni anno gli USA mettono a disposizione di (quasi) tutti i Paesi del mondo, compresa l’Italia, un totale di 55.000 green card (permessi di immigrazione). La procedura per concorrere è semplice ma tassativa: guai sbagliare una virgola! Si viene immediatamente scartati, senza possibilità di recupero.
La domanda si deve presentare esclusivamente tramite il sito www.dvlottery.state.gov, sul quale si deve compilare il modulo Electronic Diversity Visa Entry Form. Il sito è attivo solo durante il periodo di candidatura, cioè dal 5 ottobre 2010 al 3 novembre 2010. Le domande inviate per lettera non vengono accettate.
Tra maggio e luglio 2011, chi avrà avuto la fortuna di essere selezionato sarà informato per posta e riceverà tutte le informazioni riguardo a procedure e tasse per emigrare negli Stati Uniti. A partire da ottobre 2011 inizieranno nel paese d’origine i colloqui dei selezionati con le autorità americane.
Nessuna comunicazione sarà inviata a chi non sarà stato baciato dalla Dea Fortuna!"

E voi ci provate?

Senza titolo

sabato 9 ottobre 2010

...

Meschino
[me-schì-no]
Agg.
Di persona spiritualmente e intellettualmente limitata, gretta: che uomo m.!; non dimostrarti sempre tanto m.
Che manca di generosità, di grandezza d'animo SIN gretto, misero: gente m.; che dimostra povertà di spirito: mentalità m. || fare una figura m., poco dignitosa

Non sopporto le persone meschine, non ce la faccio proprio. Mi sdegno e mi intristisco ogni volta che mi rendo conto di quante ce ne siano in giro...

giovedì 7 ottobre 2010

Caspita...

...da quanto tempo non scrivevo. Da prima che finisse la lenta estate ed iniziasse nuovamente quel ritmo frenetico in cui - ormai lo riconosco apertamente - mi sento tanto a mio agio.
Ricomincio allora dalla sensazione di questi giorni in cui sono di nuovo temporaneamente single, con la mia lei lontana là in America (mi ricorda Caruso). Sono giorni strani, dicevo, in cui rivivo improvvisamente situazioni passate. Lavorare tanto e intensamente, tornare a casa senza programmi precisi, leggere, stare al computer, guardarsi e non trovare niente. Misto di solitudine e libertà.

sabato 4 settembre 2010

Arti e mestieri

lunedì 30 agosto 2010

lunedì 23 agosto 2010

Quesito per gente intelligente

In una stanza chiusa è contenuta una lampadina, in un'altra stanza da dove la prima stanza non è direttamente visibile ci sono tre interruttori. Solo uno di questi accende la lampadina.


Potendo azionare i tre interruttori a proprio piacimento e potendo andare nella stanza chiusa solo una volta per verificare lo stato della lampadina, come si può fare per risalire all'interruttore giusto per accenderla?


Le condizioni iniziali sono:
- Lampadina spenta
- Tutti gli interruttori in posizione off

martedì 17 agosto 2010

Il mare

Mi affaccio dal parapetto di questo traghetto che assomiglia un pò ad una nave della speranza e vedo il mare scuro che subito si richiude dietro di noi. Da poppa osservo la scia chiara delle onde che seguono la nave volgersi in un blu profondo e cupo. Cosa resta già solo pochi minuti dopo il nostro passaggio? Calma, oscurità, paura. Verso prua la musica e le luci allietano i passeggeri, trasformano il ponte in palcoscenico ed il viaggio diventa subito allegria. Ma io mi chiedo come debba essere guardare il buio del mare per chi naviga sulle navi militari durante la guerra, quando l'oscurità che si muove rappresenta l'incertezza del ritorno a casa ed anticipa ogni pericolo. E come debba essere per chi attraversa l'oceano in tempesta per vivere, avanti ed indietro senza allegria e senza novità. Il mare buio subito si richiude anche dietro a quelle navi, penso, senza musica, senza luci, senza la leggerezza del traghetto..

lunedì 2 agosto 2010

Basta...

Basta poco, a volte.
Partire, volare, tornare a mettere la testa fra le nuvole.
Vedere la propria vita da lontano.
Sentire le voci lontane, sentire la nostalgia.
Respirare profondamente.
A volte, basta poco.

domenica 1 agosto 2010

La noia

Francesco una volta ci chiese proprio questo, ci chiese se conoscevamo la noia. Io istintivamente dissi di conoscerla piuttosto bene, ed infatti..
La noia è svegliarsi alle 5 di mattina all'hotel Sheraton di Houston e non riuscire più a dormire. Guardare e riguardare la sveglia, sapendo di non avere niente da fare fino alle 8. Accendere la TV che già trasmette il bollettino del traffico e subito rispegnerla per mancanza di interesse. Vedere fuori dalla finestra il giorno che inizia a schiarire e già la cappa di afa che avvolge la città. Non avere un mezzo per uscire, né un libro da leggere. Scendere nella hall dove finalmente dalle 6:30 servono la colazione e non trovare altri con cui chiacchierare oltre alla cameriera. Questa è la noia...

domenica 25 luglio 2010

E

"Elinor non aveva certo bisogno di questo per convincersi che la sorella era portata all'ingiustizia, nelle sue opinioni sugli altri, dall'intollerante sagacia della sua mente, e dall'eccessiva importanza che attribuiva alle qualità di una profonda sensibilità e alle grazie di un comportamento raffinato. Come metà degli esseri umani, se esiste una metà di esseri intelligenti e buoni, Marianne, dotata di ottime qualità e di un'ottima indole, non era né ragionevole né giusta. Si aspettava che gli altri avessero le sue opinioni e i suoi sentimenti..."

J.A.

C'è una cosa

Che chi non ha mai vissuto a Firenze non sa. Che non sa chi c'è solamente passato o chi è venuto da turista. Una cosa che forse neanche tanti fiorentini sanno di sapere, ma su cui sicuramente saranno d'accordo quando sarà argomento di conversazione. Una cosa, direi, che inizialmente infastidisce chi viene da fuori, ma che costituisce l'essenza sociale della città ed alla fine affascinerà chiunque si lascerà affascinare.

Che Firenze è una città di dimensioni mondiali con l'anima di piccolo paese, una piccola comunità dove tutti si conoscono e si riconoscono. Un circolo ristretto dove puoi conoscere una persona nuova e scoprire di avere un sacco di cose in comune. Un luogo, fatto di piazze alla moda e locali di culto stagionali, dove spesso vedi facce note, che magari non saluti perché non ricordi chi siano, ma che sei sicuro di aver conosciuto. Dove incontri persone che conosci ma di cui fai finta di non ricordarti, amici di data preistorica, confusi nelle frequentazioni passate e poi mescolatisi fra loro nel grande blob cittadino.

Che Firenze ha la familiarità del paese, una rete dove si entra per nascita o per affiliazione, in cui è facile sentirsi qualcuno, in cui sentirsi protetti e lusingati. È una cosa questa che ci piace parecchio, qui a Firenze.

Poi ogni tanto qualcuno parte e tutti rimaniamo per un attimo con la faccia di chi proprio non se l'aspettava, di chi "ma perché se ne va?", di chi non si pensa capace di tagliare il cordone ombelicale. Di chi, in fondo, pensa che forse da qualche parte c'è di meglio, ma non lo ammetterà mai.

Ma che lo dico a fare? chi ha vissuto qui queste cose le sa già ed agli altri non sarei capace di spiegarlo...

giovedì 22 luglio 2010

Hot and Humid! aka Welcome to Houston!

Sono passati quasi due anni da quel giorno. Sono volati senza sentire troppa nostalgia, quasi senza che ci pensassi troppo, sicuro che un giorno non troppo lontano mi sarebbe capitato di tornarci, a Houston, complice la solita scusa lavorativa.

Poi è passato il tempo, sono successe cose, e così lunedì quando metterò di nuovo piede a Houston saranno passati più di due anni da quell'altro giorno.

Ma tant'è ... Houston tanto chi la cambia, sarà come sempre calda, umida e assai poco accogliente. E poi di vecchi amici ce ne sono rimasti veramente pochi, perché la vita gira veloce e questa è l'emblema della città di passaggio. Ma tant'è, son contento di tornare...


PS
chiedete a qualsiasi americano cosa pensi di Houston e vi dirà solo tre parole - Hot and Humid! E non a caso ...

lunedì 12 luglio 2010

Holy Land, shadows and lights

Tornare è stato duro, come sempre: dall'intensità emotiva del viaggio alla semplicità della vita quotidiana. Mi ha confortato in parte l'impegno che avevo preso a provare a trasmettere qualcuna di quelle emozioni attraverso le immagini. Una calda sera d'estate penso di avere adempito all'impegno.

Eccole qui.

Adesso buonanotte...

martedì 8 giugno 2010

Como pasa el tiempo

El tren acababa de salir de la estacion de Florencia rumbo a la playa y, a la altura de le cascine, girando la cabeza hacia la derecha, he visto la pista de frisbee. He pensado que el tiempo pasa muy rápido y silente y casi no deja huellas. He intentado acordarme de cuantos mese u años habían pasado y no he sido capaz. También me he dado cuenta que todo lo que sentía era una disfuminada sensación de melancolía, como si algo importante hubiera pasado allí algún día, pero no podía decir que...

martedì 1 giugno 2010

Israele dietro l'obiettivo

Ho iniziato...
http://www.flickr.com/photos/23206669@N03/sets/72157624184058518/

mercoledì 19 maggio 2010

Il suo perché

"Lo guardai e mi domandai perché fosse lì. Ognuno dei presenti avrà avuto il suo motivo - chi per piacere, chi per moda, chi per seguire un comandamento divino - ma lui, lui che ci faceva stasera lì?

Pensai che avrebbe potuto passare la serata in molti modi piu piacevoli, che non lottando per distribuire un panino senza ricevere un solo ringraziamento.


Mi guardò come se avessi fatto una domanda ovvia e mi disse "lo faccio perché è giusto farlo
".

giovedì 13 maggio 2010

Milonga del moro judío



Por cada muro un lamento
en Jerusalén la dorada.
Y mil vidas malgastadas
por cada mandamiento.
Yo soy polvo de tu viento,
y aunque sangro de tu herida,
y cada piedra querida
guarda mi amor más profundo,
no hay una piedra en el mundo
que valga lo que una vida.

Yo soy un moro judío
que vive con los cristianos.
No sé qué dios es el mío,
ni cuáles son mis hermanos.

No hay muerto que no me duela.
No hay un bando ganador.
No hay nada más que dolor
y otra vida que se vuela.
La guerra es muy mala escuela,
no importa el disfraz que viste.
Perdonen que no me aliste
bajo ninguna bandera:
vale más cualquier quimera
que un trozo de tela triste.

Yo soy un moro judío
que vive con los cristianos.
No sé qué dios es el mío,
ni cuáles son mis hermanos.

Y a nadie le di permiso
para matar en mi nombre.
Un hombre no es más que un hombre,
y si hay dios, así lo quiso.
El mismo suelo que piso
seguirá, yo me habré ido.
Rumbo también del olvido
no hay doctrina que no vaya.
Y no hay pueblo que no se haya
creído el pueblo elegido.

Yo soy un moro judío
que vive con los cristianos.
No sé qué dios es el mío,
ni cuáles son mis hermanos.

Música y interpretación: Jorge Drexler
Letra: Chicho Sánchez Ferlosio

Tornare

Mi piace tornare almeno quanto partire. L'eccitazione della partenza, la serenità del ritorno. Mi sento addosso la spensieratezza dei giorni passati, negli occhi ho le immagini ed in testa i profumi della terra lontana.
Mi piace tornare e passare i primi giorni in questa specie di bolla, dove niente mi disturba e nessuno entra senza il mio permesso. Indugio ancora nei ricordi, soppeso le emozioni vissute, rimango volentieri in casa a rileggere il diario e guardare le foto.
Mi piace tornare ed anche se so che tra poco la vita prenderà il sopravvento con il suo solito ritmo ed il viaggio entrerà nell'album dei ricordi, c'è ancora un pò di tempo da trascorrere sospeso fra passato e futuro. Come un aereo che percorre lentamente il tratto di pista che lo separa dal suo gate di destinazione. Non è più atterraggio, non è ancora sbarco. Mi piace tornare.

lunedì 3 maggio 2010

Israele...

... è veramente un paese difficile da capire, fra soldati con fucile e zainetto, signori dai cappelli strani e un'apparente normalità...

giovedì 22 aprile 2010

Se lo dice lui...

"Oggi è un giorno importante per il Pdl: viene meno la fase dell'unanimismo o della totale convergenza e si apre una positiva e democratica fase di discussione".

Gianfranco Fini, 22 Aprile 2010

mercoledì 21 aprile 2010

...ancora non l'ho conosciuto e già mi piace poco...















Segregation wall, Palestine

sabato 17 aprile 2010

Prossima fermata

"Wrong is right. And this is the essence of traveling in the West Bank. Arrive expecting terror and you’ll find friendliness. Think things are getting better, and they’re inevitably worse. Be convinced someone’s views are nonsensical, and they’ll provide a rational explanation. But as upside-down destinations go, you won’t find a more confounding, confusing or compelling road less traveled."

Vedremo..

domenica 21 marzo 2010

L' orgoglio di un lavoro ben fatto può valere più del salario

"Il vecchio capitalismo burocratico funzionava sul modello delle forze armate, con organizzazioni piramidali e gerarchie molto rigide. Dopo il 1968 il capitalismo è cambiato e le organizzazioni si sono trasformate per diventare più fluide, più instabili, più a breve termine. Non era esattamente ciò che avevano auspicato coloro che manifestarono negli anni Sessanta, ma questo ne è stato in ogni caso l' esito, che ha disinnescato una parte delle contestazioni, nello specifico a sinistra. Però questo nuovo capitalismo - come ha dimostrato la crisi - non pone meno problemi del modello precedente, contro il quale la mia generazione si era ribellata. Questo capitalismo fluido ha portato allo sviluppo di un modo di lavorare senza tener conto della qualità. La carriera è scomparsa, sostituita da una traiettoria evanescente, frammentaria, che rende difficile per i dipendenti definire con precisione la propria identità. Diventa oltretutto sempre più complicato descrivere la propria professione. La scomparsa del concetto di formazione a lungo termine e di sviluppo dei talenti ne è un ottimo esempio. Per comprenderlo è sufficiente osservare con attenzione la crisi dell'industria dell'automobile negli Stati Uniti: si tratta di un settore nel quale gli operai hanno accumulato col passare degli anni grandi competenze. Ebbene: ci sono state moltissime discussioni politiche per comprendere in che modo salvare le aziende automobilistiche o a chi venderle, ma si è indagato pochissimo per capire in che modo utilizzare questi talenti, come valorizzare le competenze acquisite nelle altre sfere. L' idea dominante in rapporto agli operai è stata: tocca a loro togliersi dai pasticci, a costo di ripartire da zero. Il valore del lavoro in sé è scomparso, a vantaggio di un interesse esclusivo per ciò che quel lavoro può far guadagnare immediatamente. Per i lavoratori stipendiati, è estremamente destabilizzante, ma in definitiva lo è anche per le aziende stesse. Tutto ciò ha comportato rilevanti effetti psicologici. Coloro che hanno un posto di lavoro sono spesso messi di fronte a una perdita di significato, che conduce al disimpegno, al disinvestimento. Per coloro che invece hanno perduto il posto di lavoro, le conseguenze sociali e personali sono tanto più importanti se nella costruzione della loro identità quel posto di lavoro così fragile è diventato ancora più centrale e cruciale rispetto a prima. Ho condotto uno studio sui lavoratori di Wall Street che hanno perso il proprio posto di lavoro durante la crisi: la loro autostima ne è uscita gravemente danneggiata, e questo provoca serie difficoltà, quali depressione e divorzi. Le persone coinvolte hanno l' impressione di non essere state all'altezza, mentre di fatto sono state travolte da un evento ben più grande di loro. Molti cercano di consolarsi pensando che con la ripresa si potrà ripartire come prima. Questa ripresa, però, non creerà molti posti di lavoro e il disagio rischia di diventare permanente. Come uscire da questa situazione? Ovviamente ripristinare il vecchio capitalismo burocratico non è la soluzione giusta. La sfida consiste nell'arrivare a mettere in atto un sistema che permetta all'individuo di definirsi attraverso le proprie evoluzioni professionali, in una società nella quale le competenze hanno la tendenza a diventare obsolete assai rapidamente. Occorre aiutare l' individuo a ritrovare il rispetto di sé e degli altri, quel sentimento che è scomparso e che per altro le politiche pubbliche fondate sulla compassione e sull'assistenza non sono riuscite a ristabilire. Ciò passa in particolare attraverso il riconoscimento del lavoro ben fatto. Una delle soluzioni possibili potrebbe essere la riabilitazione del concetto di mestiere, sul principio dell'artigianato: valorizzare il significato del lavoro, piuttosto che la remunerazione che ci si può attendere da esso. Riabilitare il concetto di lavoro ben svolto per il semplice piacere di svolgerlo bene, indipendentemente dal concetto di performance o di retribuzione. Soltanto questo impegno disinteressato dà un significato alla vita. L' orgoglio per il lavoro eseguito permette inoltre di tessere all'interno dell'azienda dei rapporti sociali durevoli. E ciò è tanto più necessario se si considera che si lavora sempre più a lungo e si ha sempre meno tempo per allacciare rapporti disinteressati, dentro e fuori l' ambito lavorativo."

Repubblica — 06 marzo 2010

Ci sono cascato di nuovo

Avevo detto che dopo le ultime tristi partite e dopo la frustrazione dell'eliminazione dalla coppa per demeriti arbitrali, la mia stagione di tifoso calcistico era finita. Fino a settembre niente più Fiorentina insomma.
Ed invece ci sono cascato di nuovo. È bastata una vittoria ed un nuovo piccolo sogno sportivo da raggiungere, è bastato che un amico mi proponesse un sabato calcistico allo storico circolino, per rivestire i panni del tifoso e ricominciare ad emozionarmi per questi undici in casacca viola.

Ma che ci troveremo mai?

È un insieme di cose. C'è un pò di piacere estetico nel vedere il bel gesto atletico, perché al di là di tutto il calcio è proprio un bello sport, gli inglesi che lo inventarono ebbero una grande idea, complimenti. C'è una dimensione collettiva, per cui si condivide una passione, ci si sente coinvolti e protetti dal gruppo: solidarietà e condivisione fra tifosi. Il circolino per questo è il miglior posto dove vedere la partita, dopo lo stadio. C'è lo sfogo delle frustrazioni personali, attraverso le vicende sportive della squadra, anche se alla fine nessun tifoso vince né perde mai niente, quindi in pratica avrebbe poco da emozionarsi.

E' un insieme di cose insomma e perciò nonostante gli eccessi e le brutture, il calcio è un bello sport anche da praticare al circolino. E non mi dispiace troppo esserci cascato di nuovo..

lunedì 15 marzo 2010

mercoledì 10 marzo 2010

Che fatica

Che fatica le relazioni umane.

E non parlo di chissà quale risvolto sociologico, ma del semplice rapporto con amici e facenti funzione, e nello sconforto dell'ennesima fatica inutile mi chiedo perché debba essere così complicato organizzare e così problematico implicarsi. Fatica inutile, si, perchè quando lo sforzo diventa eccessivo la naturalezza svanisce e con essa il piacere dell'incontro.

Mi chiedo perché così spesso ci diciamo "poi vediamo" e così di rado "ok va bene", anche fra persone che alla fine starebbero bene insieme. Perché è questo che mi frustra, che in fondo ci farebbe piacere, che succede anche fra persone che non sono indifferenti le une alle altre.

Che fatica questa continua ricerca di un equilibrio instabile ... che fatica le relazioni umane.

lunedì 1 marzo 2010

Buon anno (della tigre)



sabato 20 febbraio 2010

Horror ? Vacui !

Sabato mattina che segue una settimana intensa, che a sua volta segue un mese intenso. Non ho organizzato nulla, lei non c'è. Stamani non devo andare a lavorare, il mondo andrà avanti lo stesso e poi sono sempre in attesa di parlare con il professore e capire se il mio dottorato ha reali possibilità di sopravvivere. Il tal caso so che mi aspetterà un intero anno molto intenso, ma so di potercela fare, so che ne avrei la forza stavolta. Intanto stamani non devo andare a lavorare o forse non ne ho voglia.

Allora mi ritrovo senza nulla da fare, letteralmente nulla. Un intero sabato vuoto. Fuori il tempo è variabile, ma probabilmente più tardi pioverà e questo mi da veramente pochi moriti per uscire. Mi sforzo per non patire quella sindrome - come si chiamava? - horror vacui. Faccio colazione, metto a posto due cose, poi mi butto sul letto e leggo un pò. Ad un certo punto comincio a pensare alle cose che mi va di fare, a quello che farei se avessi un sabato vuoto, un sabato tutto per me.

Sono felice, mi alzo...

venerdì 12 febbraio 2010

Vivere,

conoscere persone nuove, sorprenderle, provocarle per arrivare a quel momento magico in cui finalmente pensi "ecco, potrebbe essere lei". E tutto il resto sparisce.

mercoledì 10 febbraio 2010

Luci a Sevilla


sabato 30 gennaio 2010

All'improvviso un dubbio

Tre giorni senza internet a casa. Tante cose indispensabili improvvisamente non lo sono più. La sera prendo un buon libro sullo scaffale e poi vado a letto presto, come si faceva da bambini. E mi viene un dubbio: ma internet migliora davvero la mia vita?

venerdì 29 gennaio 2010

Test

Se sei spesso di buon umore senza motivo, ...
Se cosa farai sabato sera non ti sembra poi così importante, ...
Se ripensi con benevolenza a quelle storie finite male, ...
Se negli amici cerchi piu dei confidenti che dei complici, ...
Se le altre le guardi appena, ...
... non ti sarai per caso innamorato?

sabato 23 gennaio 2010

Dicevano di lui...

...che fin da piccolo si vedeva che avrebbe fatto strada.

domenica 17 gennaio 2010

Le piccole grandi soddisfazioni di un uomo

-"Voi uomini amate la manualità ed è per questo che vi dedicate a queste tipiche attività maschili" mi ha detto.
Io c'ho pensato un pò su ed alla fine credo che sia vero. Ecco perché fra le piccole grandi soddisfazioni di noi uomini c'è anche quella di vedersi pubblicato il frutto del nostro lavoro sulla comunità degli smanettoni..

giovedì 7 gennaio 2010

EL CÓDIGO DE LOS COLEGAS

Tan sólo los primeros cinco:

Artículo 1: Un colega nunca se acostará con la ex de otro colega

Artículo 2: Todo colega antepondrá sus amigos delante de las mujeres. Es como una pirámide de prioridades, los amigos lo primero

Artículo 3: Nunca beberás la última cerveza, a menos que el resto de colegas te haya dado el permiso de que esa cerveza es la última. Sino siempre será la penúltima copa

Artículo 4: Si una chica se encuentra dentro de los siguientes criterios, al momento quedará fuera de tu alcance si:
- Es la ex de algún colega.
- Un colega te ha explicado que se ha enamorado de ella y que la quiere.
- Es la hermana de un colega.
Al mismo tiempo, si se tratase de la prima de un colega, para poder seguir adelante, se necesitará el beneplácito del colega

Artículo 5: Nunca discutas con un colega si su equipo acaba de perder un partido o enfrentamiento

Si acaso pedirle a él los demás ..